In data 24 novembre 2004 si è concluso l’iter di ammissione nella Comunità Montana di 5 nuovi
Comuni, pertanto, il nostro Ente si allarga a comprendere Bardello, Brinzio, Caravate,
Castello Cabiaglio e Sangiano.
Ricordiamo che il percorso, che ha portato all’allargamento dei confini, è iniziato
nell’aprile 2002 con l’emanazione della Legge Regionale avente titolo
“Disciplina delle Comunità Montane”, che stabiliva le procedure di delimitazione
delle zone omogenee ed i criteri tra i quali: il territorio interamente montano,
il territorio parzialmente montano con popolazione residente superiore al 15%,
la contiguità dei Comuni al di sotto dei 2000 abitanti facenti parte comunque del contesto
geografico e socio-economico.
Successivamente i comuni, nel rispetto di tali requisiti, hanno fatto esplicita
richiesta di adesione all’Ente, adesione a cui la Comunità Montana ha dato il proprio assenso
formale prima nell'assemblea del 11 aprile e successivamente in ambito provinciale, in una
commissione apposita. La Regione Lombardia a conclusione dell'iter di delimitazione
della Comunità Montana della Valcuvia (in termini tecnici: zona omogenea 30)
ha di conseguenza ridisegnato i nostri confini.
L’assemblea del novembre scorso, in cui il numero dei componenti è passato
da 49 a 64 (dai nuovi comuni 15 consiglieri in più) ha espresso quindi
la volontà di coinvolgere da subito le nuove amministrazioni, prima nella stesura
del Nuovo Statuto e poi con l’estensione ai nuovi territori, degli strumenti
di pianificazione generale, di cui l’Ente già dispone.
Per quanto riguarda il nuovo statuto si dovrà ispirare ai principi seguenti:
da primo la sussidiarietà, quindi il riconoscimento della Comunità Montana
quale presidio del territorio, in modo da fornire alla popolazione
gli strumenti necessari a superare le condizioni di disagio derivanti
dall’ambiente montano; poi la promozione e la valorizzazione sostenibile
del territorio per il superamento degli squilibri esistenti, ed infine
la promozione dell’esercizio associato delle funzioni comunali.
Relativamente alla pianificazione, considerando la fondamentale importanza che è
stata data al Piano Socio Economico, con le sue integrazioni quali:
- Lo studio geologico ed idrogelogico del territorio che, attraverso un’analisi
approfondita dei versanti e delle aste fluviali, individua i principali fattori di rischio e
le priorità di intervento;
- L’indagine di Settore agro-forestale, che ha fornito gli indirizzi
per l’utilizzo e la conservazione del patrimonio forestale
e gli interventi di sviluppo nel comparto agricolo;
- Il Piano di Sviluppo del Settore Turistico che ha individuato le principali
linee di azione al fine di valorizzare il territorio con interventi calibrati e sostenibili.
Si è ritenuto prioritario, quindi, estendere anche ai nuovi
Comuni gli strumenti di pianificazione e consentire la piena
integrazione sociale e territoriale alle nuove Amministrazioni.
Geom. Andrea Savini (Presidente)
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