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La Valcuvia
La Valcuvia rappresenta proprio un bel solco antico, al centro dell'alto
Varesotto, e raccoglie le acque che discendono dal versante del Campo dei Fiori e dalla dorsale
Sasso del Ferro - San Martino. E' una valle ampia e dolce, cosparsa di centri dagli abiti
antichi, nascosti dai fitti boschi di faggi e castagni. Storicamente ha costituito una via
di transito per nulla accidentata, che legava le importanti strade della pianura a Luino ed
alla Svizzera. Le testimonianze monumentali provano il ruolo considerevole che essa giocò nelle
vicende del territorio e di come lo seppe mantenere e preservare. I primi insediamenti datano la
presenza umana all'età neolitica e reperti abbondanti accertano una civiltà organizzata fin dall'epoca
preistorica e preromana.
La Rocca di Orino, il campanile della chiesa di Canonica, i resti della torre
medievale di avvistamento di Cocquio Trevisago, alcune altre fortificazioni e la stessa origine dei
diversi paesi confermano la presenza romana già nel primo secolo avanti Cristo. Nell'evo di mezzo la
valle appartenne al Seprio per poi passare sotto l'influenza del ducato milanese, concessa in feudo
ai Cotta e successivamente trasferita ai Visconti Borromeo d'Arese. Durante la Repubblica Cisalpina
costituì un vero e proprio distretto, sotto la provincia di Como, e successivamente seguì le sorti
di quella di Varese. Attualmente è un'area tranquilla dotata di un rispettabile patrimonio ambientale,
ancora integro sotto il profilo ecologico, in parte tutelato dal Parco del Campo dei Fiori. Oltre ai
tanti monumenti, più conosciuti e più promossi, al turista consapevole non sfuggiranno gli impianti
architettonici, quasi sempre spontanei, eppure pervasi di tanta umanità e sensibilità: sono da
apprezzare i raccolti cortili, i lavatoi e le fonti, i balconi, gli acciottolati, i portoni
lavorati, le edicole votive poste ai crocicchi dalla pietà e dalla religiosità popolare, le
chiesette solitarie costruite su strategici pianori, qualche antica macina o le stazioncine
in stile liberty a ricordo della tramvia.
In Valcuvia lo sviluppo economico è ben equilibrato
tra attività industriali ed artigianali, agricole e turistico - commerciali e si percepisce
una certa unitarietà culturale e territoriale come risultato di un trascorso comune. Per le
sue peculiarità è certamente una terra vocata al turismo, non a quello escursionistico di
giornata, bensì al soggiorno prolungato che consente di visitare, di riflettere, di cercare
l'incontro con la gente.
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